Il Sacro Graal

Nei tanti viaggi che ho affrontato, ci sono luoghi che ho visitato semplicemente perchè incuriosito dalla lettura di un bel libro o da un film. Eccomi arrivare in Etiopia, siamo nella primavera del 1997 e scoprii questo paese grazie ad uno scrittore che inizio a cercare il Sacro Graal, il suo nome è Graham Hancock, un libro ancora oggi presente nella mia libreria. Molti di voi che mi conoscono hanno percepito la mia fame di curiosità e quest'ultima mi ha portato a visitare un paese che fino ad allora non avevo mai preso in considerazione. Oggi vi racconto la mia Etiopia. Atterrato nella capitale da subito ebbi un forte impatto, un muro d’aria come avuta quando uscii dall'aeroporto di Bangkok alcuni anni prima, con un tasso di umidità molto alto e un sole che illuminava ogni angolo dell'aeroporto con colori tipici dell'Africa. Fuori dalle mure aeroportuali incontro la mia guida che mi saluta nella sua lingua madre “Inkwan dena mété “ un benvenuto con un sorriso gioioso, cosa che poi scopri essere normale in questo paese estremamente ospitale tanto da sentirmi a casa. Addis Abeba, capitale dell'Etiopia, sorge ai piedi delle montagne di Entoto, ad un’altitudine di 2.407 metri. Fondata dall’imperatore Menelik II, come nuova capitale etiope nel 1889, infatti molte furono le città che funsero da capitali temporanee del regno di Scioa ( regione storica etiope) prima di Addis Abeba, tra cui troviamo la città di Wechecha, Yerrer, Entoto e soprattutto Ankober: quest’ultima, ubicata a 160 km a nord dell'attuale capitale ad oltre 2000 metri di altitudine, oggi è un piccolo villaggio con una popolazione leggermente superiore alle 2000 unità.

Trovai la capitale alle prese con un rinnovamento architettonico importante, visto anche i numerosi stop che ha avuto durante i primi 70 anni del 1900 tra guerre interne e non solo e dove,  un primo inizio di modernità coincise con la conquista delle truppe italiane guidate dal generale Pietro Badoglio nel 1936,  interrotti poi con l'inizio della seconda guerra mondiale.

Più volte hanno ripreso i lavori di ristrutturazione, ma sempre ostacolati da situazioni interne drammatiche, l'ultima guerra civile che durò per oltre 25 anni e vide la fine solamente nel 1991 registrando oltre un milione e quattrocentomila decessi e molti avvenuti per carestia. Con l'arrivo dell'ONU, si chiuse un incubo per la popolazione etiope e nel 1993 dopo la fine della guerra con l'Eritrea, che si costituì come Stato indipendente con l'approvazione del Fronte di Liberazione del Tigré, l'Etiopia vide intraprendere un percorso per la rinascita del paese, ma la situazione interna fu “ serena “ fino al 1998 quando l'Etiopia decise di occupare la cittadina di Bedammé riprendendo il conflitto con l'Eritrea fino al 2000. A titolo informativo l'Etiopia non rispettò l'accordo di Algeri e solamente nel 2018 l'Etiopia annunciò di accettare l'accordo di Algeri e la restituzione di Bedammé all'Eritrea. Dopo un leggero cenno storico iniziamo a parlare di ciò che vidi in questo paese iniziando dalla capitale Addis Abeba, ricordo che pur essendo stato in un periodo di “pace” nella capitale si continuava a respirare una aria tesa pur regalandomi sorrisi ed ospitalità. Ho iniziato la visita con la cattedrale della Santissima Trinità, uno dei più importanti edifici sacri dell’Etiopia di rito ortodosso copto e luogo di sepoltura dell’imperatore Hailé Selassié e non solo, a seguire la moschea di Grand Anwar, il più grande edificio dedicato al culto islamico circondato dall'immenso mercato, esteticamente non mi ha colpito visto il numero importante di moschee visitate in aree medio orientale, ma resta il fatto che nel suo contesto ho trovato questa costruzione affascinante. 

Oggi anno 2020, una bella visita può essere il Palazzo di Menelik II , all'epoca non mi è stato possibile visitarlo, immaginate che non era possibile neanche camminare sul marciapiede che circondava la residenza, solamente dal 2018 dopo una lunga ristrutturazione ed un costo di 5 milioni di euro, il governo ha dato il via libera agli ingressi e potrebbe essere motivo di ritorno in questa terra perché tanto ho letto su questo palazzo donato dal Menelik II alla sua amata moglie Taitù Batùl, basta pensare che il palazzo è all'interno di un complesso grande più di 150 mila metri quadrati, una piccola cittadella all'interno di una città e da sempre stato luogo di massima sicurezza, protetto dai soldati e dagli alberi che lo circondano, quindi nessuno sapeva cosa custodiva al suo interno. Ora grazie al primo ministro Abiy Ahmed è diventato un parco accessibile a tutti.

Altra interessante visita è il Palazzo Guenete Leul, che fu residenza principale dell’imperatore Haile Selassie e in seguito diventato parte del complesso dell’Università Haile Selassie, oggi con il nome di Università di Addis Abeba, il Palazzo Nazionale o Palazzo del Giubileo Il monumentale palazzo fu costruito nel 1955 per volere dell'Imperatore Haile Selassie, allo scopo di celebrare i primi 25 anni di regno, l'imperatore, desideroso di modernizzare Addis Abeba ed elevarla al rango delle capitali europee, scelse come ubicazione dell'edificio un punto nodale della città. 

Molti i monumenti da visitare ed ognuno di essi ha la sua storia, partiamo con il leone di Giuda, creato in occasione dell'incoronazione dell'imperatore Hailé Selassié avvenuta a novembre del 1930. Curiosa è la storia del Leone di Giuda che vide il monumento esposto a Roma fino al 1960, fece ritorno in Etiopia dopo i negoziati di Addis Abeba e da allora è visibile di fronte alla stazione ferroviaria di Addis Abeba. La statua equestre di Menelik II,

che celebra la vittoriosa battaglia di Adua condotta da Menelik II. Anche questo monumento ha una lunga storia da leggere, il monumento rappresenta non solo la vittoria di una battaglia avvenuta nel 1896, ma è simbolo di indipendenza.

La curiosità di approfondire ciò che lessi ne “Il Mistero del Sacro Graal “ mi attanagliava e chiesi al mio referente in loco se il giorno dopo poteva accompagnarmi sul Lago Tana, a nord di Addis Abeba, non l'avessi mai fatto, un giorno in auto e la mia schiena che cantava dio salvami tu. Arriviamo a Bahir Dar e sistemazione di fortuna per la notte. Sveglia di buon ora e partenza con una piccola imbarcazione per il monastero di Kebran Gabriel, arriviamo sull'isolotto e visita al monastero. L'edificio si presenta con un tetto rotondo è sostenuto da dodici pilastri realizzati con pietre 

intagliate che simboleggiano i dodici apostoli e pregevoli dipinti, all'interno Nel museo sono conservate 175 Bibbie antiche risalenti al XVII secolo incluso un manoscritto del XV secolo di grande valore storico. Ad ogni modo alle donne è proibito l’accesso al monastero. Il monastero fu chiuso al pubblico nei primi anni del 2000. 

Da sapere che Il lago Tana ha 37 isolotti dove sono presenti moltissimi monasteri e, quasi tutti hanno l'accesso vietato alle donne, quindi prima di andare informatevi se oggi è possibile visitare ed accedere nei vari monasteri presenti sul lago stesso. La seconda visita è per Ura Kidane Meheret altro monastero ubicato sulla penisola di Zege. Una volta scesi dalla barca bisogna percorrere un sentiero per circa 20/25 minuti immerso tra cespugli, una piantagione di caffè e venditori di artigianato locale e di caffè. Curioso è stato assistere come viene fatto il caffè, ma non voglio svelarvi nulla. 


Con un volo interno ad elica, si parte alla volta di Axum per continuare a seguire quanto scritto nel libro. Prima tappa è per la chiesa di Nostra Signora Maria di Sion di Aksum descritta nel libro di Graham ero emozionato solamente nel vedere il suo guardiano a distanza di metri, dove si racconta che sia stato addestrato per uccidere a mani nude ed è l'unico che può accedere all'interno della chiesa; fa venire la pelle d'oca. Ma a me è bastato stare li davanti per una ventina di minuti per trovare il brivido del racconto dello scrittore. Si narra che il suo interno sia protetto da sette serrature e ciò ha fatto sempre pensare che in quel luogo ci sia custodita l'arca dell'Alleanza, la cassa di legno con coperchio d'oro contenente le Tavole dei dieci comandamenti dettati da Dio a Mosè sul monte Sinai. Alcune leggende vogliono che l'arca dell'Alleanza sia solamente una riproduzione, il mistero ha comunque reso questa cattedrale uno dei posti meno accessibili al mondo. 


La città di Axum offre moltissimo ai turisti, la città testimonia la grandezza dell'antico regno axumita del VI e VII secolo d.C.; i famosi obelischi monolitici, le tombe reali e le rovine del palazzo sono alcune delle meraviglie che si possono visitare in questa meravigliosa città. Tra gli obelischi che si possono ammirare ad Axum, il più grande di questi è alto oltre 20 metri, l’UNESCO ha definito questo stelo come la più grande stele monolitica che gli antichi esseri umani abbiano mai tentato di erigere. 


Torno ad Addis Abeba per 2 giorni di relax prima di andare verso sud e più precisamente nella valle dell’Omo. Dal 1980 tutta la valle e diventata Patrimonio dell'Umanita dall'UNESCO per le sue straordinarie peculiarità presenti e che non si possono trovare in nessun altro luogo del
pianeta, qui si possono ammirare le tante popolazioni diverse dal punto di vista genetico, linguistico e sociale. Uomini, donne e bambini indossano decorazioni per indicare qual è la loro etnia; l’identità tribale viene così definita da collane, pettinature o tatuaggi che combinano i colori del bianco, del rosso, del nero e del giallo-ocra. Ma saranno i mercatini locali che puoi ammirare visitando i principali villaggi a farti conoscere la loro tradizione e la loro cultura lasciandoti ricordi indelebili anche a distanza di anni. Tribù come gli hamer, banna, tsemay, karo e galeb hanno scritto inconsapevolmente la storia nel loro paese e noi oggi iniziamo ad apprezzarla. 

Se siete curiosi e desiderate approfondire la storia su Santo Graal il libro è intitolato " Il Mistero del Sacro Graal " autore Graham Hankock. 

Buona lettura, Pierluigi Cruciani

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