Cappadocia e i camini di fata

Tra l'Europa e l'Asia c'è una terra famosa in tutto il mondo, oggi vi racconto il mio viaggio in Cappadocia e i camini di fata, ubicati nel cuore dell'Anatolia dove spuntano pinnacoli aguzzi e sottili, gole profonde e caverne misteriose e labirinti vari, il vento e la pioggia con i secoli hanno creato uno scenario naturale e surreale.

Terra e luogo d’origine del ricco impero ittita che vide fiorire numerose civiltà, tra cui quella bizantina e quella romana, dove è possibile ancora oggi vedere le testimonianze incise nella roccia. Un viaggio che non può essere fatto in un giorno, ma che ha bisogno  di giorni interi per ammirare le gallerie che portano a segrete città sotterranee e alle oltre 3000 case rupestri affrescate dai bizantini. Visitare città come:  Niğde, Kayseri, Aksaray, Nevşehir e tra i centri rupestri di Uçhisar, Göreme, Ürgüp, Avanos, Derinkuyu e Kaymaklı, che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità non ha prezzo, specialmente se si ha una guida preparata. Importante crocevia commerciale, la Cappadocia è una terra dal colore giallo Ocra ed è ubicata a 1200 mt di altezza sul livello del mare, una terra dove si incontravano i popoli con le loro credenze, una terra spirituale, misteriosa, dove ancora oggi nel disegno e nelle forme di quelle tenere pietre sembra scorgervi qualcosa di soprannaturale. Per fuggire dal mondo e cercare pace e solitudine, gli asceti e gli eremiti pensarono di trasformare quei pinnacoli e le grotte in abitazioni, questo perché la roccia morbida si prestava ad essere lavorata facilmente. Poi arrivarono anche i monaci bizantini, tre secoli dopo gli arabi e infine i cristiani partiti da Gerusalemme, divenuti numerosi tanto da diventare una vera comunità. La comunità divenne con il tempo ospitale creando depositi per le provviste e cisterne per l'acqua. Visitando i sotterranei è ancora oggi possibile ammirare le interessanti tecniche di entrata e uscita, i pozzi, le aeree dedicate alla raccolta dei rifiuti, ma ciò che vi stupirà è la circolazione dell’aria, questo per ottenere area fresca durante il caldo torrido dell'estate e mite d'inverno. Accanto alle loro case sorgevano chiese, cappelle rupestri e monasteri, ma con l’invasione turca, moltissimi di quei luoghi sacri furono convertiti in stalle e depositi di grano e le pareti vennero scavate per far posto a colombaie distruggendo quanto di più bello e misterioso era dipinto sulle pareti. Una storia millenaria che passa tra gli anfratti, le gallerie e i peri bacası, i camini delle fate, meravigliose storie e tradizioni che ancora oggi si preservano e si tramandano di generazione in generazione, come le madri che insegnano alle loro figlie i disegni in codice dei kilim, dove si raccontano vicende ed episodi nelle trame dei tappeti policromi o nei gioielli in onice o d’argento.

Inizio il mio viaggio da Nevşehir, capoluogo della regione, dove si rifugiarono monaci ed eremiti durante le prime incursioni musulmane, successivamente fu abitata dagli armeni nell’XI secolo e dai greci ortodossi, che lasciarono la città agli inizi degli anni Venti. Altra bella scoperta è stata la visita al villaggio di Üçhisar, ubicato su un area rocciosa chiamata la Fortezza, e visto la sua altura, dalla fortezza è possibile ammirare l’intera vallata. All'interno del villaggio molte sono le bancarelle che vendono piccoli oggetti di artigianato e souvenir accanto a laboratori che producono tappeti di ogni genere e forma.   Göreme, città famosa per i suoi camini di fata, gli altissimi coni di tufo a forma di ombrello, e un vasto complesso monastico, fatto di piccole chiese e cappelle rupestri affrescate, tutte da scoprire. La prima chiesa che si incontra è la Tokali Kilise, la più grande della vallata, composta di due parti, una saletta a volta e un ampio salone con cinque absidi e una cappella, tutte riccamente affrescate. Il percorso attraversa Çavusin, il più antico insediamento della zona addossato a un’alta parete di tufo, abitata un tempo dai trogloditi. Altro suggerimento è per la visita al parco rupestre di Zelve. Il parco racchiude i resti di un villaggio abitato fino a metà del 1900, ed è possibile ammirare la bellezza di alcune chiese del VIII secolo e i rifugi, sempre scavati nella roccia dai monaci eremiti.

Ed eccomi arrivare ad Avanos, cittadina dai ricchi depositi di argilla rossa che si affaccia sul fiume Kizilirmak, questa piccola città è divenuta famosa nel tempo per la tessitura di tappeti kilim, diversi da quelli tradizionali, e la creazione di oggetti in ceramica e terracotta. La città mi ha regalato anche una sosta in uno dei bagni turchi per 2 ore di totale relax, e per chi ama fare shopping qui potrai acquistare a buon mercato il tuo souvenir.

Dormire 1 notte a Ürgüp che è considerata il centro della Cappadocia è semplicemente fantastico almeno lo è stato per me, vi regalerà la quotidianità di una location giovane, piena di locali, di case scavate nella roccia e trasformate in Bed and Breakfast o in piccole pensioncine. Da non perdere la visita alle chiese di santa Teodora e Pancarlık, dagli affreschi unici.

Altra cittadina che non dovete perdervi è Mustafapaşa, importante sapere che greci e turchi hanno condiviso la città fino agli inizi del XX secolo dove hanno lasciato un segno indelebile, infatti potete ammirare le vecchie case greche, lavorate nella pietra.

Ma vorrei chiudere visto la mia città di nascita, con l’antica capitale Kayseri o Cesarea, come la chiamavano i romani al tempo di Tiberio, ubicata ad un'altitudine di circa mille metri. E' stata una città strategica per scambi commerciali e, come dimostrano le numerose chiese e monasteri presenti ancora oggi fu centro del proselitismo in favore della religione cristiana, dove attraverso l'insegnamento e la diffusione della Bibbia e del Vangelo, hanno portato a conversioni di massa la popolazione.

Da non perdere: la fortezza bizantina, circondata da mura turrite, la moschea Hunat Hatun Külliyesi e l’hammam più antico della Turchia, come la prima scuola di medicina edificata in Anatolia ( Sugaiye Medresesi ) dove ha sede anche il museo della storia della medicina. Il gran bazar, l’antico caravanserraglio e il mausoleo Döner Kümbet, dalla forma cilindrica ed elegantemente decorato hanno chiuso il mio tour in questa meravigliosa area di un paese che ha moltissimo da raccontare. Pierluigi Cruciani 


 






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